L’OSTEOPOROSI ED IL PARADOSSO DEL CALCIO
Le ossa sono l’espressione più evidente della solidità del corpo umano. Verrebbe quindi da immaginarle come strutture statiche e immutabili. E invece no: ogni osso è un tessuto vivo che si rinnova di continuo. La vitalità delle ossa segue le età dell’organismo umano. Un’attività esuberante durante la giovinezza, quindi una fase di maturazione e infine un progressivo alleggerimento. In quest’ultima fase, particolarmente evidente nel sesso femminile con l’avvento della menopausa, le ossa tendono a divenire più fragili, con un progressivo aumento del rischio di fatture.
L’osteoporosi è caratterizzata da una riduzione della massa ossea e un’alterazione della microarchitettura dell’osso stesso, che determinano un aumento della fragilità scheletrica e del rischio di fratture. Ciò è essenzialmente dovuto al fatto che il normale riassorbimento di tessuto osseo non è compensato adeguatamente dalla costituzione di nuovo tessuto.
Lo squilibrio del rimodellamento osseo è favorito dal sesso e dall’età: l’osteoporosi prevale infatti nelle donne in menopausa. In assenza di estrogeni (ormoni che esplicano una funzione protettiva sull’osso) si crea un bilancio negativo tra il riassorbimento e la neoformazione dell’osso.
L’osteoporosi può essere inoltre favorita da numerosi fattori predisponenti:
- Storia personale di precedenti fratture
- Storia familiare di osteoporosi
- Scarsa attività fisica
- Basso peso corporeo
- Dieta povera di calcio e vitamina D
- Abuso di alcol e caffè
- Fumo di tabacco
- Assunzione prolungata di cortisonici e anticoagulanti
- Malattie ormonali
- Asportazione chirurgica delle ovaie
La salute delle ossa richiede un adeguato introito alimentare di calcio, ma anche di vitamina D, senza la quale il calcio non può essere assorbito a livello intestinale e messo a disposizione delle ossa.
Numerosi studi evidenziano l’importanza dei prebiotici per migliorare la salute dell’osso e per prevenire le fratture.
È molto frequente che la donna nel periodo della menopausa o in postmenopausa sia fortemente consigliata se non indotta ad un forte consumo di latticini in ragione del loro ampio contenuto di calcio. Il latte di mucca, pur contenendo le stesse sostanze minerali di quello umano, ne ha in proporzioni molto diverse. Infatti il latte vaccino contiene circa il quadruplo del calcio e quasi il quintuplo del fosforo rispetto a quello umano, alterando così il rapporto calcio/fosforo in un modo non favorevole all’assorbimento di questi minerali da parte del nostro organismo. Un’alimentazione basata su grosse quantità di latticini, dunque, non solo non giova all’osteoporosi ma addirittura la può favorire. Questo dato è confermato indirettamente dagli studi epidemiologici, che riscontrano un aumento dell’osteoporosi nei paesi a più alto consumo di carne e latticini, mentre i paesi a basso consumo ne riscontrano una bassa incidenza.
Per assicurarci il giusto fabbisogno dobbiamo assumere alimenti ricchi di calcio senza cadere nell'errore di pensare che i latticini ne siano l'unica fonte: infatti, sono molto ricche di calcio anche le verdure a foglia larga come il cavolo, la frutta secca come le mandorle, quella fresca come le arance, i legumi come la soia e soprattutto l'acqua con un contenuto medio di minerali.
Al contempo, è importante non eccedere nel consumo di alimenti che contengono elevate quantità di fosforo come la carne rossa, i cibi elaborati e ricchi di conservanti e le bevande gassate. Un eccesso di fosforo nella dieta, infatti, accelera la perdita di calcio e magnesio nelle ossa. Si consiglia anche di evitare l'eccesso di sodio, un’abitudine che aiuta anche a mantenere i valori della pressione sanguigna nella norma. Attenzione non solo al sodio utilizzato per salare, ma anche a quello "nascosto" nelle carni conservate (salumi e insaccati), nel pane e nei sostituti, nel dado da brodo, negli snack e nei prodotti in salamoia. Diminuendo questi prodotti e consumando più frutta, verdura, cereali integrali e legumi, proteggeremo la struttura ossea e, più in generale, la nostra salute.
L’intento non è quello di mettere al bando i latticini in genere ma suggerirne un uso moderato, ancor meglio se prodotti nel rispetto della natura e della tradizione con latte di animali allevati all’aperto, in terreni sani e non inquinati.
È fondamentale riacquisire quella consapevolezza che ci può restituire la nostra capacità di giudizio, spesso intorpidita dalle manipolazioni pubblicitarie e dai cosiddetti bisogni indotti, e che può rendere veramente libere le nostre scelte!
A cura della dott.ssa Martina Varutti, ostetrica
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA:
- La salute dell’osso: conoscere, prevenire e curare l’osteoporosi (opuscolo)
- Osteoporosi senza medicine, Paolo Giordo - Terra Nuova edizioni
- Alimentazione e menopausa, Paolo Giordo - Terra Nuova edizioni
- Calcio e vitamina D per prevenire l’osteoporosi, articolo di Francesca Morelli
- Prebiotics, Bone and Mineral Metabolism, Whisner CM, Castillo LF (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed)
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Sei abitudini scorrette che possono influire negativamente sul tuo benessere intimo:
- Indossare biancheria intima in fibra sintetica (es. poliestere) o fibra artificiale (es. viscosa, modal): tali fibre creano un ambiente caldo umido che altera l’ecosistema vaginale e favorisce le infezioni intime. Meglio indossare biancheria intima di cotone!
- Usare quotidianamente le salviette intime: quasi sempre esse contengono alcol, profumi e conservanti e possono alterare il ph vaginale fisiologico. Andrebbero usate saltuariamente e solo in caso di necessità (se non è possibile lavarsi con acqua e detergente intimo).
- Usare un detergente non specifico, ad esempio il docciaschiuma: i detergenti intimi hanno una formulazione diversa rispetto ai saponi per il corpo (hanno un ph specifico e sono più delicati). Un consiglio? Tieni un flacone di detergente intimo anche nel box doccia, così non ci saranno più scuse!
- Indossare quotidianamente i salvaslip, soprattutto se sintetici: impediscono la traspirazione e possono dar luogo ad irritazioni vulvari. Se si rende necessario il loro uso sarebbe meglio usare i salvaslip in cotone non sbiancato oppure i salvaslip lavabili.
- Condividere l’asciugamano dedicato all’igiene intima con altre persone: ognuno deve utilizzare un asciugamano personale. Anche se si tratta di persone di fiducia, l’asciugamano potrebbe diventare un serbatoio per i patogeni e favorire la trasmissione di infezioni intime.
- Usare sempre gli assorbenti interni: essi possono essere molto dannosi, in quanto vengono sbiancati con sostanze chimiche aggressive e assorbono i fluidi vaginali, oltre che le secrezioni mestruali. Se si sceglie di usare gli assorbenti interni sarebbe preferibile usare quelli in cotone e cambiarli molto spesso. Meglio utilizzare la coppetta mestruale o gli assorbenti lavabili!
Vorresti maggiori informazioni sull’igiene intima corretta? Vorresti usare la coppetta mestruale ma non sai da dove cominciare? Contattami per una consulenza!
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Il piano del parto (birth plan): cos'è e come si compila
Il piano del parto è un documento che la coppia in attesa
può redigere con l’aiuto dell’ostetrica e tramite il quale si possono esprimere
le proprie richieste riguardo al travaglio, al parto ed al post-parto, qualora
la situazione si mantenga nei limiti della fisiologia.
Le coppie che partecipano ai corsi di accompagnamento alla
nascita vengono adeguatamente informate in base alle 15 raccomandazioni dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità per i diritti
della partoriente; esse ci ricordano che “ogni
donna ha il diritto a ricevere un'assistenza prenatale appropriata e che la
donna deve svolgere un ruolo centrale in tutti gli aspetti di questa
assistenza, compresa la partecipazione nel pianificare, nel portare avanti e
nel valutare l'assistenza stessa.”
In tal modo le coppie possono veramente approfondire ed
esprimere le proprie preferenze ed i propri desideri. Le richieste possono riguardare, ad esempio, le
posizioni libere da assumere per il travaglio ed il parto, la possibilità di
rifiutare la somministrazione di farmaci, il poter usare dei rimedi omeopatici,
la volontà che non venga praticata l’episiotomia di routine (incisione del
perineo e della vagina) ma solo se strettamente necessaria, il contatto pelle a
pelle con il neonato, il taglio ritardato del cordone ombelicale, ecc.
Per essere valido ed efficace il piano del parto dovrebbe
essere:
- Personalizzato in base all’andamento della gravidanza e ad eventuali patologie pregresse
- Adattato alla logistica del punto nascita prescelto
- Presentato e discusso per tempo con i professionisti che si occuperanno dell’assistenza ospedaliera (si può riservare uno spazio per le annotazioni dell’équipe sanitaria e chiedere che una copia venga allegata alla propria cartella clinica)
- Formulato in modo preciso e non troppo lungo
- Adattabile e flessibile in base alla situazione; non dimentichiamo che il parto è un evento il cui andamento non è sempre prevedibile.
L’ostetrica può aiutarti a fare chiarezza ed a redigere un
piano del parto che sia davvero calato sulle tue esigenze e su quelle del tuo
partner, ma anche compatibile con il luogo prescelto per il parto.
Se vuoi scrivere il tuo piano del parto ma hai dei dubbi al
riguardo, contattami pure!
Ecco i miei contatti: 3287548191 -
martina.varutti@associazioneamigdala.it



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